Bortolo Mutti, ex allenatore di Napoli e Atalanta, ha parlato ai microfoni di Tuttomercatoweb. Riguardo all’esonero di Ivan Juric, Mutti ha espresso il suo stupore dopo l’ottima prestazione a Marsiglia, sottolineando come Juric avesse dato un’impronta caratteriale all’Atalanta. Tuttavia, le sconfitte contro Udinese e Sassuolo sono state decisive, portando la società a un cambio doloroso ma inevitabile.
Mutti ha evidenziato come l’assenza di alcuni giocatori chiave abbia penalizzato Juric, impedendogli di sfruttare appieno il potenziale offensivo della squadra. Anche la pesante eredità lasciata da Gasperini avrebbe creato aspettative elevate per chiunque avesse preso il suo posto.
Raffaele Palladino, il nuovo tecnico, è visto da Mutti come una scelta giusta. Con esperienze positive a Monza e Firenze, Palladino è descritto come pieno di idee e capace di riportare entusiasmo, sfida fondamentale per risollevare la squadra.
Da tecnico a tecnico, Mutti sottolinea l’importanza di entrare nella testa dei giocatori, rigenerare l’entusiasmo e ridare fiducia. Parlando della sua stessa esperienza nel 2010 con l’Atalanta, ricorda gli sforzi per raggiungere la salvezza e l’importanza della coesione del gruppo.
Riferendosi ai ricordi personali, Mutti menziona le famiglie Bortolotti e Ruggeri per la loro dedizione all’Atalanta. Elogia infine il sostegno della società Pagliuca-Percassi, che dovrebbe garantire la coesione necessaria nei momenti difficili.
Infine, sul campionato attuale, Mutti percepisce un grande equilibrio in Serie A. Il Napoli, reduce dalla vittoria dello Scudetto, potrebbe risultare decisivo con il possibile ritorno di Lukaku. Roma e Inter sono viste come possibili contendenti, mentre la Juventus sembra più distaccata.










