A due punti dalla vetta del campionato, a Napoli si respira un clima di tragedia. Prima di emettere giudizi affrettati, almeno aspettiamo i verdetti del campo. Archiviata la pausa delle nazionali e superato il frastuono mediatico attorno ad Antonio Conte, ora è il momento di concentrarsi sulle questioni in campo. È qui che emergono le problematiche, i punti di forza e le presunte divisioni di un gruppo, e soprattutto i limiti competitivi, una dinamica che coinvolge non solo il Napoli ma anche la Nazionale italiana, sia sotto la guida di Gattuso che di Spalletti.
Il recente crollo contro la Norvegia sottolinea i temi ripetutamente evidenziati dal tecnico pugliese con accento inglese, riguardo la competitività del calcio italiano in Europa e la crescita del club. Il calcio italiano si riflette nell’entusiasmo di giovani talenti come Pio Esposito, ma anche nella mancanza di grinta e identità di alcuni giocatori che non riescono a ritrovare la foga necessaria per affrontare le sfide, diversamente dall’epica rimonta dell’Irlanda o la vittoria della Scozia di Scott McTominay.
Antonio Conte si trova ora di fronte alla sfida di reinventare la formazione per la prossima partita, dovendo fare a meno di Anguissa. Il recupero di Lukaku apre la possibilità di schierare un attacco a due con Hojlund, mentre il centrocampo potrebbe adattarsi ad un modulo a cinque, privato di Zambo. Questo avviene in un periodo cruciale di 30 giorni, caratterizzato da competizioni a eliminazione diretta come la Coppa Italia e la Supercoppa, e partite cruciali in Champions League, senza dimenticare le sfide contro Atalanta, Roma e Juventus.
È cruciale che l’intensità e la determinazione dell’allenatore influenzino i giocatori, specie quelli che potrebbero aver manifestato qualche dissenso o compiacimento dopo la vittoria del quarto scudetto. Decisioni importanti potrebbero arrivare, considerando i commenti di Conte su Vergara e Ambrosino. È altresì urgente capire la situazione legata agli infortuni che stanno colpendo il Napoli più di altre squadre: valutare se si tratti di mera sfortuna o di errori di gestione diventa fondamentale, per evitare che la piazza, già in subbuglio a soli due punti dal primo posto, sprofondi ulteriormente in una spirale di pessimismo. Antonio Conte stesso aveva avvertito che “il tifoso del Napoli diventa cattivo se non vince”. Pertanto, è importante pazientare fino ai verdetti e, nel frattempo, sostenere il tecnico come segno di gratitudine per i suoi contributi.










