Domani sera si disputerà la partita di Champions League tra Atletico Madrid e Inter, e la Repubblica ha intervistato Giacomo Raspadori. «Anche se il tempo è limitato, devi essere pronto» è l’espressione con cui il giocatore descrive il suo attuale momento all’Atletico Madrid. In dieci presenze, ha totalizzato 276 minuti e segnato un gol contro l’Eintracht in Champions. Durante la scorsa domenica, ha contribuito con un cross che, deviato da Duarte del Getafe, è finito in rete: «È stata una grande emozione, ma era un cross», ammette sorridendo.
Nonostante sia partito solo una volta da titolare, Raspadori racconta delle difficoltà nel farsi trovare pronto: «Non è mai facile farsi trovare pronti e fare bene quando si viene chiamati. Io mantengo sempre un atteggiamento positivo e lavoro in silenzio. In un club di questo calibro, è normale dover affrontare un periodo di adattamento».
Interrogato su ciò che lo ha colpito maggiormente, Raspadori risponde: «È uno dei club top al mondo. Gli anni a Napoli sono stati incredibili, ma questo è un ulteriore step per via del livello dei giocatori, dell’organizzazione e dell’ambiente. Amo tantissimo la Liga e il modo in cui i tifosi vivono il calcio».
Parlando dei suoi allenatori, Raspadori nota: «Sia Conte che Simeone sono estremamente esigenti. Entrambi sono grandi lavoratori che non accettano il minimo sacrificio, pretendendo il massimo anche durante gli allenamenti. Ti fanno capire subito cosa richiedono: intensità, responsabilità, precisione».
Nonostante l’esperienza in Spagna, Raspadori continua a seguire il Napoli: «Assolutamente sì, mi sento con diversi compagni, sarebbe impossibile non farlo. Ho passato tre anni incredibili vincendo due scudetti. La gioia della gente è qualcosa che ti resta dentro».










